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Studio Tecnico Cabella e Coscia
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Firmato da Napolitano il testo definitivo della Manovra Finanziaria che proroga al 31 dicembre 2012 la detrazione fiscale del 55% relativa agli interventi volti al risparmio energetico.
Nel Decreto “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”, il testo dell’art. 4 nella parte concernente le detrazioni cita: “Nell’articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, le parole “31 dicembre 2011″ sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2012″.
Questo significa che per il 2012 nulla cambia.
Il DPR 1° agosto 2011, n. 151 cambia la numerazione, i limiti e le procedure delle attività soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi. Ad esempio per i:
Oggi, 7 ottobre 2011, entra in vigore il nuovo regolamento di prevenzione incendi, scaricabile nell’area download del ns. sito alla pagina http://www.geglo.it/?page_id=42 .
Nel sito dei VVF è stata pubblicata la circolare relativa ai primi indirizzi applicativi, disponibile all’indirizzo http://www.vigilfuoco.it/aspx/download_file.aspx?id=10435 .
Ieri, 22/09/2011, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.221 il D.P.R. 01/08/2011 n.151, che entrerà in vigore il 7 ottobre prossimo.
Il decreto muta l’attuale disciplina per il deposito e l’esame dei progetti di prevenzione incendi attribuiti di competenza al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Inoltre cambia l’elenco delle attività soggette a visite e controlli di prevenzione incendi e viene introdotta la suddivisione delle varie attività in tre categorie (A, B e C) che prevedendo un procedimento amministrativo diverso a seconda della classificazione.
Dobbiamo ridurre il consumo di energia. I consumi aumentano di pari passo con il miglioramento del tenore di vita rendendoci, di anno in anno, sempre più schiavi del petrolio e del gas prodotti in paesi extracomunitari. Il buon senso, l’oramai diffusa coscienza ecologica, i principi di pacifica convivenza, insomma tutti quei valori che accomunano le popolazioni europee pur nelle loro reciproche differenze etniche, oltre agli aspetti macroeconomici e agli impegni assunti in ambito internazionale (protocollo di Kyoto), ci impongono di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, responsabili dell’innalzamento della temperatura globale del pianeta. Ci impongono cioè di usare meno petrolio, gas e carbone. Escludendo il nucleare, troppo pericoloso e complesso, la strategia per affrontare il problema è tutto sommato semplice: un maggior ricorso alle fonti energetiche rinnovabili (sole, vento, acqua, biomassa e geotermia) in unione ad un efficiente risparmio energetico (ribattezzato da alcuni la “sesta forma di energia rinnovabile”).
Il settore dei trasporti e quello dell’industria assorbono grandi quote di energia, ma sono gli edifici, però, a fare la parte del leone, assorbendo circa il 40% dei consumi energetici europei. In buona sostanza: il settore dell’edilizia abitativa possiede un grande potenziale per un risparmio energetico vantaggioso.
Il parco edilizio nazionale è complessivamente poco efficiente, il meno efficiente d’Europa, per circa due terzi costruito negli anni ’60 in epoca di pieno boom economico ben lontani dal primo shock petrolifero degli anni ’70, e per la restante parte, causa una singolare quanto italianissima commistione di scarsa cultura energetica, esigenze speculative e totale assenza di controllo, mal realizzato, anche in tempi recenti.
Il principio generale è davvero banale: nella progettazione ovvero nella scelta dei componenti architettonici occorre prestare grande attenzione alla capacità propria dei materiali di trasmettere o meno calore. In parole povere, oltre ad avere muri perimetrali, coperture e solai su spazi non riscaldati (ad esempio sopra i box auto) perfettamente coibentati con materiali correttamente posati, di qualità e caratteristiche termiche il più possibile costanti nel tempo, occorrerà correggere con cura tutti i possibili ponti termici, prevedere serramenti esterni certificati di adeguato spessore e perfetta tenuta all’aria, dotare i serramenti di vetrocamera basso emissivi (i comuni doppi vetri sono ormai da considerarsi del tutto obsoleti), montare esclusivamente portoncini di capo scala e cassonetti tapparella certificati, ben coibentati e a perfetta tenuta d’aria.
I materiali da coibentazione sono generalmente poveri, prodotti in Europa e disponibili in grandi quantità, quindi mediamente poco costosi, mentre i componenti, per via della “marcatura” in laboratori altamente specializzati, potranno essere prodotti quasi esclusivamente su scala industriale (in Germania i vetri basso emissivi sono talmente diffusi da costare quanto quelli normali). Il problema è un altro, culturale: solo in presenza di consumatori informati, progettisti attenti, materiali efficienti, marcature senza compromessi, maestranze attente ed addestrate, si potrà intendere il vero valore dell’immobile.
In concreto il recupero edilizio sotto il profilo del risparmio energetico si rivela sempre come un ottimo affare: con dei piccoli investimenti mirati si può ridurre l’inquinamento, tagliare la bolletta energetica, aumentare il comfort abitativo, creare sviluppo ed occupazione. Subito.